09 Aprile 2010

lo specchio sul soffitto

entrando nella sua stanza l'aria tiepida di quella serena sera di aprie muoveva le tende che,colpite anche dalla luce, creavano un gioco che in qualche strano modo ricordava l' aurora boreale. L'appartamento nel quale viveva era invaso di persone, c'era una festa che lui aveva organizzato."Idiota.Proprio quando vorresti essere solo tu organizzi una festa?" Era quello che si ripeteva, ma non risuiva ad ascoltarsi bene; le musiche e le voci nella stanza accnto si continuavano a mescolare con i suoi pensieri, in modi talmente assurdi che anche a lui sembravano folli. Il soffitto, illuminato in ogni momento di luci e colori che cambiavano radicalmente ogni istante era una sorta di specchio di quello che sentiva dentro.Gli piaceva. Tutto sommato si era scoperto apprezzare quello stato di caos che si rifletteva fuori di lui.Decise di rimanere così per un pò; un bel pò. Abbastanza da far capire agli altri che non era con loro.Non che gli importasse. Ma evidentemente agli altri sì. Allora Jhonny, l'amico di sempre andò da lui e gli chiese se c'era qualcosa che non andava."Niente"rispose.L'aveva già detto altre volte, e ormai jhonny sapeva che mentiva. Questa volta volta no. Era sincero.Aveva soltanto voglia di stare nel caos.Ma non sarebbe servito a nulla. Allora si mise a sedere sul letto dove era disteso, gli disse"arrivo adesso"e lo seguì dagli altri. Un paio d'ore dopo tornò nella stanza,nella speranza di ritrovare di nuovo un soffitto simile. Il vento si era fermato, ed ora le tende non si muovevano più. Non riusciva a capire se quel soffitto continuava ad essere lo specchio dei suoi pensieri oppure aveva smesso.

1 commento

  • Iliankar

    commento inutile da una iena

    ... prima frase banale, scontata, stupida che dopo assume lentamente e inesorabilmente un senso, abbraccia un'emozione e ti trafigge il cuore con una semplice verità che per essere capita va provata. la prima sensazione di banalità è essenziale, almeno per me, per sentire al massimo il resto del racconto (nel quale incredibilmente mi rispecchio). amo questo. amo quel soffitto. amo il suo desiderio di solitudine. amo il fatto che per trovarla ha capito che doveva cercarla tra la gente. odio non sapermi spiegare meglio. odio non saper descrivere ciò che il tuo racconto mi ha suscitato. odio il fatto che non conosco il tuo vero io di persona...
    Scritto il: 13/08/2010 23:42:01
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